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PERFORMING PAC

Take me to the place I love

Ilaria abbiento/Lara Almarcegui/Dorothy Cross/Marta Dell'Angelo/Ettore Favini and Antonio Rovaldi/Flatform/Richard Long/Francesco Simeti/Melanie Smith

TARARA è un video performance realizzata da Marta dell'Angelo con Ghoar  Martirosyan, giovane artista di Gyumri, per la prima Triennale d'Arte Contemporanea in Armenia, ispirata al romanzo il Monte Analogo di René Daumal; il luogo scelto è il monte Aragaz, la più alta vetta d'Armenia dopo il leggendario Ararat che suggerisce all'artista il titolo del lavoro. La performance consiste in un'esperienza condivisa di percorso verso la cima. Al cammino l'artista aggiunge un "gesto semplice", prendendo in prestito un rito precristiano, il "monosandalismo", dove "... il piede nudo rappresenta la connessione con gli inferi della terra, mentre il piede con il sandalo ne rappresenta la protezione. L'inquadratura scelta per il video si concentra sulla parte inferiore delle gambe filmate da dietro. Il movimento di ripresa è a volte scordinato, in disequilibrio, ma crea un ritmo ipnotico e anche il suono varia a seconda della natura del terreno calpestato (prati, rocce, acqua e neve). Il peso del corpo e le impronte trasformano la superficie della montagna modellandola come una sorta di scultura.

TARARA is a video performance created by Marta Dell'Angelo with Gohar Martirosyan, a young artists from Gyumri, for the first Triennal of Contemporary Art in Armenia, inspired by René Daumal's novel Mount Analogue. The location she chose is Mount Aragats, the highest peak in Armenia after the legendary Mount Ararat, which suggested the title of the work. The performance consists of the shared experience of a climb to the top. On the way, the artists adds a simple gesture, borrowing a pre-Christian rite, monosandalism, in which "the naked foot represents the connection to the underworld, while the foot with the sandal reppresents protection from It". The framing of the video focuses on the lower part of the legs filmed from behind. The camera movement is sometimes clumsy or unbalanced, but it creates a hypnotic rhythm. Even the sound varies according to the nature of the ground trod on (meadow, rocks, water and snow). The weight of the body and the footprints transform the surface of the mountain, modelling it like a kind of clay.

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PERFORMING PAC. Take me to the place I love. PAC, 2022. Exhibition view, PAC Padiglione d'Arte Contemporanea, Milano. Foto Claudio Bettio, Vulcano agency