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FACCIA A FACCIA

Assab one, LAC contemporary art, 

Liceo Artistico Statale “Caravaggio”, Milano

FACCIA A FACCIA - Liceo Artistico Statale Caravaggio Gennaio 2010 è la terza tappa di un progetto iniziato nel marzo 2006 da un workshop con gli studenti del Dipartimento di Storia delle Arti, della Musica e dello Spettacolo dell’Università degli Studi di Milano.
 

Il risultato finale era la realizzazione di un’installazione video successivamente esposta alla Mediateca dell’Università. Gli studenti furono invitati a collaborare attivamente alla produzione del lavoro, a cercare un proprio sosia e a presentarsi con esso il giorno delle riprese. Le coppie vennero quindi invitate a fronteggiarsi e a giocare a “chi ride prima guardandosi negli occhi”: poste “faccia a faccia” venivano riprese fi no al primo scoppio di risa. Nell’installazione finale le coppie di ritratti andavano a comporre un più ampio e unico ritratto, composto da tutti i volti dei partecipanti, colti nel momento di tensione che precede il riso. Le relazioni di questo lavoro con ambiti diversi - antropologico, sociale, neuroscientifico - sono molteplici. Secondo la recente scoperta dei neuroni specchio fatta dal Dipartimento di Neuroscienze di Parma, vedere non è solo registrare passivamente dei comportamenti, ma è già da subito simularli interiormente a livello pre-conscio. Il neurone specchio è un neurone specifico che si attiva sia quando si compie un’azione sia quando la si osserva mentre è compiuta da altri, quando ci rispecchiamo in essi ci aiuta a comprenderli, simulando interiormente quello che vediamo.
 

Analogamente in FACCIA A FACCIA, la ricerca di se stessi nell’altro e il conseguente riconoscimento attraverso l’attivazione di una relazione empatica, mette in gioco la propria identità e sottolinea l’impossibilità di un io senza noi.

FACE TO FACE - Caravaggio Art School in January 2010 is the third stage of a project begun in March 2006 by a workshop with students from the History of Art, Music and Performing Arts department at the University of Milan.
 

The result was the creation of a video installation later exhibited at the Gallery of the University. Students were encouraged to actively participate in the production of the work, to seek a partner and present themselves on the day of filming. The couples were then invited to face each other and play at "who’s the first to laugh": placed face-to-face, they were filmed up until the first burst of laughter. In the final installation, a montage of the couples was put together to create a larger image consisting of all the participants’ faces captured as the tension mounted until the final moment of laughter. Reports of this work in different fields including anthropology and social neuroscience  are many. According to the recent discovery of mirror neurons by the Department of Neurosciences in Parma, seeing is not just a passive behaviour, but seeing such behaviour is to simulate it right from the start at a pre-conscious level. The mirror neuron is a specific neuron which is activated both when an action is carried out and when you observe it, when we mirror ourselves in it; it helps us to understand other people feelings better, mirroring what we see inwardly.
 

Similarly, in FACE TO FACE, finding oneself in the other person and the subsequent recognition through the activation of an empathic relationship, brings into play its own identity and emphasizes the impossibility of existing  without that other person.

Faccia a faccia…chi ride prima…se ridi tu mi viene da ridere anche a me…
Siamo davanti a dei ritratti, dei video, in cui il volto e lo sguardo, apparentemente immobili, esprimono e trasmettono tutta l’intensità e la ricchezza della tensione che trattiene il riso e di quella che lo fa scoppiare.

Marta Dell’Angelo riesce magicamente a dare vita a quell’immagine visiva che rappresenta la nostra capacità biologica di comprendere gli altri, di leggerne i comportamenti e condividerne le emozioni.

Ma da dove nasce questa capacità? La spiegazione scientifica di questo meccanismo che delinea le basi fisiologiche dell’intersoggettività e l’empatia viene da un gruppo di neuroscienziati italiani. Nel nostro cervello ci sono gruppi di cellule, chiamate neuroni specchio, che si attivano non solo quando compiamo un’azione o proviamo un sentimento ma anche quando vediamo quest’azione o questo sentimento riflesso nei comportamenti di altre persone. Sono le cellule che si attivano quando ridiamo e quando vediamo il riso dipinto sul volto di chi ci sta di fronte.

L’installazione di Marta dell’Angelo ci racconta della dimensione individuale e sociale dell’uomo. Ci mostra il passaggio e il legame tra la consapevolezza di sé e l’esistenza dell’altro, tra l’aspetto unico di ogni essere umano e quello di appartenenza a una specie.

E’ la storia della tensione di ogni individuo, fisiologicamente solo, ma istintivamente teso, per spirito di sopravvivenza, verso la condivisione con gli altri. Ed è la storia di questa tensione che per la scienza è così difficile da spiegare. I neuroscienziati hanno oggi a disposizione un’enorme quantità di dati sul funzionamento e l’anatomia del sistema nervoso; questi dati raccontano delle storie, più o meno esaustive, su come gli esseri umani vivono, interagiscono e si muovono nel mondo. 

A questo proposito l’arte, come modalità di rappresentare sensazioni ed emozioni, ci fornisce uno dei più preziosi documenti sul funzionamento del cervello, essa esplora e rivela le capacità percettive del sistema nervoso. L’opera d’arte e il processo creativo diventano per lo scienziato il racconto esplicito e diretto dell’esperienza visiva, non più imprigionata e forse imprecisamente sminuita, dai confini della spiegazione verbale e del contesto della sperimentazione scientifica.
 

Ludovica Lumer

Face to face… the first one to laugh… if you laugh, I end up laughing, too. 
We are in front of some portraits, some videos, where faces and looks, apparently still, express and transmit all the intensity and richness of the tension which precedes the explosive laugh. 

Marta Dell’Angelo magically manages to give life to that facial image which represents our biological ability to understand others, to understand behavioral patterns and share common emotions. 

But from where does this capacity originate? The scientific explanation of this mechanism which delineates the physiological basis of intersubjectivity and empathy comes from a group of Italian neuroscientists. In our brains there are groups of cells called neurone mirrors which are activated, not only when we engage in an action or when we feel something, but also when we see this action or this sentiment  reflected in the behavior of others.  These are the cells which are activated when we laugh and when we see the laugh on the face of the person in front of us.

Marta Dell’Angelo’s installation tells us about the individual and social dimension of man. It shows us the passage and the bond between self- awareness and the existence of others, between the visual uniqueness of the individual and the sense of belonging to the species.

This is the story of each individual’s tension, physiologically alone, but And it is the story of this tension that science finds so difficult to explain. 

The neuroscientists today have an enormous amount of readily available data on the workings and the anatomy of the nervous system; this data recounts stories on how humans live, interact and move around the world. 

Bearing this in mind, art, as a means to represent sensations and emotions, gives us one of the most precious documents on the formation of the human brain, exploring and revealing the perceptive capabilities of the nervous system. The works of art and the creative process for the scientist become the explicit and direct story of visual expression, no longer imprisoned  by the confines of verbal explanation and the context of scientific experimentation.

 

Ludovica Lumer

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FACCIA A FACCIA, installation view, Liceo Artistico Statale “Caravaggio”, Milano 2010

FACCIA A FACCIA, installation view, Liceo Artistico Statale “Caravaggio”, Milano 2010

FACCIA A FACCIA, installation view, Liceo Artistico Statale “Caravaggio”, Milano 2010