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MANUALE DELLA FIGURA UMANA. Secondo studio per l’allestimento di un impaginato

with Fiorenza Menni

curated by Nosadella.due e Atelersi

AtelierSi, Bologna

28/29 -01-2016
 

Giovedì 28 e venerdì 29 gennaio (ore 21.00, Atelier Sì) nell'ambito di ART CITY Bologna 2016 in occasione di Arte Fiera 2016, Nosadella.due e Ateliersi, presentano Manuale della figura umana. Secondo studio per l’allestimento di un impaginato, un'azione scenica di e con Marta Dell'Angelo e Fiorenza Menni, esito di un periodo di residenza di oltre un anno che ha visto le due artiste lavorare insieme nell'intento di dar vita ad un'opera che sta a metà tra pratica artistica e pratica teatrale, nel suo sviluppo processuale come nell'indagine che l'opera stessa propone.

Manuale della figura umana si costruisce attorno alla messa-in-opera di un impaginato tratto dal libro d’artista omonimo realizzato da Marta Dell’Angelo nel 2007 (Gli Ori, Prato). È una messa-in-elaborazione del tema della fruizione e della contemplazione, una messa-in-condivisione di un tempo privilegiato e rubato, è una messa-in-tempo di un’opera d’arte: un’opera (teatrale) animata che si conclude con l’inizio dell’opera (d’arte) inanimata (installazione dell’impaginato sul muro).

La drammaturgia, a cura di Fiorenza Menni, indaga le dinamiche e i ritmi di ciò che precede l’opera e parte dall’analisi delle modalità e delle tecniche con cui Dell’Angelo solitamente compone. Il punto focale di questa scrittura scenica sta nella scomposizione delle dimensioni e dei ritmi proposti dalla realtà, nello sviluppo e nell’ulteriore affinamento dello sguardo diviso negli sguardi, per far sì che questa raffinata scomposizione diventi una proposizione, un punto di vista, una nuova composizione.

Durante la prima sessione di lavoro entrambe ci siamo trovate ad avere immaginato che la disciplina artistica di riferimento dell’altra potesse essere un’opportunità di sviluppo per la propria. Come se dal confronto con la costruzione reale dell’opera d’arte visiva, l’azione teatrale potesse trovare un luogo dove sviluppare e proporre interpretazioni più aderenti alle azioni del reale. E come se l’installazione dell’opera, riferendosi ad una successione d’azioni definite attraverso una drammaturgia, potesse liberarsi dalla modalità di fruizione propria dei musei o delle gallerie. Una tensione verso l'interdisciplinarità sentita come necessaria per la vivificazione dei rispettivi campi d’azione. (M. Dell’Angelo, F. Menni)

Le premesse. Nel 2007 Marta Dell’Angelo realizza il libro d’artista Manuale della figura umana edito da Gli Ori. Nel 2008 un impaginato del Manuale (Senza Titolo, 2008, tecnica mista, 200x190cm) viene allestito al Museion di Bolzano e alla Biennale di Tirana. Nel 2014 Elisa Del Prete invita Marta dell'Angelo per un programma di residenza a Nosadella.due in dialogo con Fiorenza Menni di Ateliersi per lo sviluppo dell’opera in chiave performativa. Nel 2015 Ateliersi e Nosadella.due presentano al Short Theatre di Roma il Primo studio per l’allestimento di un impaginato.

Marta Dell’Angelo è artista visiva la cui ricerca è centrata sul corpo umano, con particolare attenzione a quello femminile, attraverso una varietà di linguaggi che vanno dalla pittura alla video installazione, dal disegno alla performance. Si interessa di neuroscienze e antropologia, ha pubblicando Manuale della figura umana (2007) ed. Gli Ori e con Ludovica Lumer C'e' da Perderci la testa ed. Laterza; diplomata all’accademia di Brera, vince nel 2002 il Premio New York. Nel 2004 partecipa per un progetto speciale alla biennale di Mosca, nel 2009 alla Biennale di Tirana, nel 2013 alla biennale di Salonicco. il suo lavoro è stato presentato in diverse gallerie in Italia e all'estero e in musei e istituzioni quali: Pac di Milano, Art for the World, Mediateca di Santa Teresa di Milano, Palazzo delle stelline di Milano, Istituto Italiano di cultura Madrid, Palazzo reale di Milano, Triennale e Triennale Bovisa di Milano, GC.AC. di Monfalcone, MAGA di Gallarate, Museion di Bolzano, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, Museo del Novecento di Milano, Fondazione G.Cini di Venezia, Nosadelladue di Bologna, Fondazione Remotti di Camogli, MAMbo di Bologna, Muse di Trento, Museo di Villa Croce di Genova, Srisa di Firenze e Palazzo Fortuny di Venezia. 

Fiorenza Menni è attrice e autrice di teatro. Presidente e direttrice artistica dell’Associazione Culturale Ateliersi. La sua scrittura è volta alla creazione di una drammaturgia originale e di testi di riflessione estetica e filosofica. Si occupa della formazione dell’attore proponendo percorsi di lavoro che tendono ad allenare la precisione contestuale e sentimentale dell’interpretazione utilizzando i materiali del suo stesso percorso e ricerca. Fiorenza Menni ha fondato Teatrino Clandestino ed ha collaborato in qualità d’attrice, tra gli altri con Teatro delle Albe e Fanny & Alexander. Attualmente collabora con artisti e performer provenienti da diverse discipline artistiche e scientifiche, e come formatrice con Jean Michèle Bruyère (Sup de Sub. Formations à Être pour la liberté). Nel 2007 è stata insignita del Premio Eleonora Duse – Menzione d’Onore miglior attrice emergente.

 

ATELIERSI è un ollettivo di produzione artistica che opera nell’ambito della arti performative e teatrali. Si occupa di creazione artistica e della cura della programmazione culturale dell’Atelier Sì a Bologna. La creazione di Ateliersi si compone di opere teatrali e interventi artistici in cui il gesto performativo entra in dialogo organico con l’antropologia, la letteratura, la produzione musicale e le arti visive per favorire una comunicazione del pensiero capace di intercettare inquietudini e prospettive che coagulano senso intorno ai sovvertimenti che si manifestano nel mondo. Il lavoro artistico del collettivo si caratterizza per un approccio multidisciplinare e innovativo incentrato su una spiccata performatività a favore della contaminazione del linguaggio teatrale con quello delle altre arti. 

Photo by Luca Del Pia

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Le premesse. Nel 2007 Marta Dell’Angelo realizza il libro d’artista Manuale della figura umana edito da Gli Ori. Nel 2008 un impaginato del Manuale (Senza Titolo, 2008, tecnica mista, 200x190cm) viene allestito al Museion di Bolzano e alla Biennale di Tirana. Nel 2014 Elisa Del Prete invita Marta dell'Angelo per un programma di residenza a Nosadella.due in dialogo con Fiorenza Menni di Ateliersi per lo sviluppo dell’opera in chiave performativa. Nel 2015 Ateliersi e Nosadella.due presentano al Short Theatre di Roma il Primo studio per l’allestimento di un impaginato.

Manuale della figura umana

di Marta Dell’Angelo

Edizione Gli Ori, 2007

pp. 180

misure: 15 x 20 cm

 

 

 

Un bagaglio di immagini e parole che inconsapevolmente ci portiamo dietro e attraverso un’azione casuale, come fare ordine sulla propria scrivania e nel proprio Pc, risvegliano alla memoria e riportano alla mente ricordi che non pensavamo nemmeno di avere ma che per tutto quel tempo sono sempre stati lì sotto i nostri occhi e hanno fatto parte della nostra quotidianità. E’ questo il percorso compiuto da Marta Dell’Angelo nella creazione di un opera aperta. La forma scelta dall’artista è quella del manuale, mantenendo le distanze dalla struttura più classica dei manuali sulla figura umana in uso presso le Accademie di Belle Arti. Del modello tradizionale viene mantenuta la divisione in capitoli (corpo, autoritratto, testa, arti superiori e inferiori, interconnessione delle forme), mentre l’impostazione grafica è un nostalgico omaggio a riviste di vario genere degli anni cinquanta, capace di generare un effetto ossimorico tra lo stile delle pagine e  l’innovazione dei contenuti. Un valore aggiunto senza nessuna spiegazione e nessun commento didascalico.

Il manuale è concepito e ideato attraverso una lettura successiva del materiale accumulato, attraverso il quale si intravede il filo rosso della vicenda artistica e biografica dell’autrice. Un collage di opere, immagini, parole, testi, (tra gli autori Woody Allen, Sartre, Bukowski, Pasolini), frammenti, fotografie, appunti, ritagli di giornali e immagini rubate da internet, l’artista ha creato collegamenti e associazioni come un gioco a incastro con elementi che si sono attratti in modo immediato e spontaneo  costituendo un idea nuova di manuale. Un esperimento al quale può accedere chiunque e questo libro è una dimostrazione di come un’esperienza personale e assolutamente soggettiva, possa essere applicabile e comprensibile universalmente. 

Le immagini originali lasciano il posto a nuove immagini composte da elementi eterogenei che l’artista afferra dalla propria realtà e da ciò che la circonda. Si appropria, quindi, di spunti che fà suoi rimaneggiandoli, e con la de-costruzione di tali insiemi di dati, ricompone il soggetto dandone una versione diversa rispetto all’utilizzo precedente. Così come avviene nella realtà quotidiana, l’occhio del lettore assiste all’avvicendarsi di immagini di corpi riproposti e diversamente descritti dagli abituali mezzi di comunicazione (internet, cinema, televisione, pubblicità, carta stampata, fotografia e arte).

Il destinatario diviene parte attiva nel rimodellamento del significato delle immagini, nessun ordine predefinito lo obbliga a seguire un filo logico o cronologico, nonostante  lo stesso sia ben strutturato ma non in modo diretto o didascalico: e’ cosi che brevi estratti dai libri, abitualmente letti dall’autrice si associano in modo naturale con le immagini giustapposte, che arrivando da diverse fonti, disegnano una nuova visione informativa del corpo.

Marta Tosi

 

Manual of the Human Body

By: Marta Dell’Angelo

Edizione Gli Ori, 2007

Language: Italian

180 pages

Dimension: 15 x 20 cm

 

 

A handful of images and words that we unconsciously bring back and through casual action, revives a memory that reminds of things gone unrecognized, but were always present—prime example, organizing your desktop or PC. This is the cursor that Marta Dell’Angelo accomplishes in the creation of an open-work. With the manual as her form of display, she maintains distance from the classic structure of human body manuals that were most commonly used in the Academy of Fine Arts, by denying the book a traditional beginning and end. The open-endedness of the manual sets it a part from its traditional counterpart, while many graphics pay homage to various genres of the 1950s. She generates a juxtaposition between the styles of the pages and the innovation of contents. An addendum that serves without any explanation and any didactic comments. 

 

The manual is conceived and devised through subsequent readings of the material accumulated, through which the red line catches a glimpse of artistic alteration and the biography of the author. A collage of works: images, words, text (between the authors Woody Allen, Sartre, Bukowski, Pasolini), fragments, photographs, points, newspaper press clippings and images stolen from the internet. The artist has created links and associations like a joint game, with elements that attract the direct and spontaneous, constituting a new idea for the manual. With such an experiment being familiar to all, this book illustrates how an absolutely personal and subjective experience can become both applicable and universally comprehensible.

 

These original images leave new ones composed of heterogeneous scenes that the artist seizes from proper reality and from that which it surrounds. She appropriates points that she takes from other sources and with this deconstruction, she reconstructs the subject, giving it a diverse character than that of its previous. In consequence, the reader begins to abandon traditional and more stigmatic views of nudity (internet, cinema, television, publicity, printed pages, photography and art). 

 

The addressee then becomes an active part of remodeling, as the images have no predefined order that obliges in a direct or didactic fashion. These shortened abstracts of books habitually read by the author relate in a natural way with juxtaposed images arriving from diverse fonts, designing a new, informative version of the human body. 

 

IOriginal Text (Italian) by : Marta Tosi

Translation (English) by: Laura Kuah and Mignon Rosales