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Artist in residence Wenzhou China

Artist in residence Wenzhou China

I am interested in details, from which I glimpse and understand the truth of what I am observing.Details stimulate the imagination of my hands, of the little brain that - in the words of José Saramago - exists in each finger 'somewhere between phalanx, phalangina and phalangette'. Any work needs hands to become.

I am equally interested in the volume of forms, an implicit outcome of the physical sedimentation of matter. Nature shapes differences with its own factual, non-cultural codes: climate, altitude, light.This is why I do not contemplate the landscape crystallised in any one instant, but practise it with my body.

I find the strength of my hands in interceding, between supports and holds: for me, there is an uncodifiable empathy between body and nature.And from the body I restart, as the origin and necessary end of thought, of any possible experience.

Gestures, lumps, matter: the body is itself the landscape that is the subject of my investigation.

*Sul pensiero, la percezione aptica, l'integrazione multisensoriale, la metafora del forno e lacomunicazione gestuale (José Saramago)

artist in residence notes and free correlations

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Stone#01, 2023
oil on canvas
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Stone#02, 2023
oil on canvas
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oil on canvas
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Stone#04, 2023
oil on canvas
51x71cm

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Stone#05, 2023
oil on canvas
51x71cm

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"In Residenza d'Artista a Wenzhou. 

di Andrea B. Del Guercio

"Giorgio Cattani, Marta dell'Angelo, Antonio Ievolella, Valeria Manzi, Concetta Modica, Paolo Sandano, Ivano Sossella, incontrano, Cheng Dali, Wang Luxiang, Wei Xiaorong, Lu Xiaobo, Lin Rongsheng, He Jilin, Dingning, Zhang Gumin, Zhou Jianpeng".

Introduzione. 
Un volume di grande formato e accurata impostazione grafica, documenta nel passato il progetto espositivo e artisticamemnte operativo, intercorso tra una compagine di artisti di Parigi e Wenzhou, rivelando i contenuti estetici di una serie di ricerche espressive avvenute sia individualmente ma anche in collaborazione. Partendo da questa esperienza, ho ricevuto dagli organizzatori del Progetto la richiesta di predisporre una soluzione che prevedesse la costituzione di un gruppo in rappresentanza della dimensione creativa italiana e che vede nella città di Milano un polo aggregativo e rappresentativo delle diverse linee della contemporaneità.
Su questa base ho ipotizzato, in linea con una diffusa tendenza tesa a caratterizzare le ragioni operative dello scambio e del confronto nel sistema dell'arte contemporanea, di raccogliere nel titolo "In Residenza d'Artista" i principi su i quali si sarebbe concertata una scelta per autori in grado di porre in evidenza nella stessa dimensione estetica personale, il valore della ricerca e l'attenzione al confronto; si trattava infatti di immaginare nel termine 'Residenza' la natura riflessiva della percezione del viaggio, della sosta in un tessuto urbano per i più del tutto inedito, della conoscenza di realtà paesaggistiche filtrate solo dalla cultura artistica del passato, l'incontro con materiali iconografici nati dalla nobile tradizione antica cinese, seguendo un processo di apprendimento che voglio qui anticipare, può condurre alla 'produzione sul posto' di una elaborazione creativa. Nel passato come in epoca moderna i 'viaggi di istruzione' e i 'soggiorni' condotti dagli artisti  tra geografie lontane tra di loro, hanno prodotto un patrimonio straordinario e segnalato quanto le 'contaminazioni estetiche' siano in grado di dare soluzioni inedite, proposte che segnalano una svolta negli studi dell'arte. A livello europeo vorrei riferirmi in specifico alla diffusa tendenza all'orientalismo, a quel processo di acquisizione di stilemi e di immagini, di progetti iconografici e soluzioni policrome che rispettano ed esaltano la ricchezza del patrimonio presente in particolare nella storia dell'arte della Cina; l'intero continente europeo vede diffuso nel proprio tessuto museale e nel patrimonio colto testimonianze artistiche frutto di studi e di ricerche, di una registrazione del paesaggio e del costume, della religione e del pensiero filosofico, vissuto e frequentato dalle diverse committenze come forma elevata di valore culturale. Le grandi residenze nobili hanno visto la diffusa presenza di cicli decorativi ambientali e raccolte preziose di arredi, testimonianze artistiche importanti di diverse epoche e nella successione delle ...., lungo un percorso che ha caratterizzato in molti casi il gusto estetico di un'epoca, attraversando la moda e il comportamento, lo stile dell'habitat, interferendo con la storia della pittura allargandone i confini estetici. Si è trattato di una diffusa 'narrazione visiva' in aperta disgiunzione da quella stagione che 'scopriva' nell'arte africana 'nera' la dimensione antropologica e che avrebbe 'cancellato', attraverso l'indirizzo espressionista e fauve, ogni preziosità e le sue infinite raffinatezze. 

Porsi in relazione con questa 'storia' nobile e profondamente stratificata nel tempo, mi ha suggerito di pensare ad un 'viaggio' che fosse un 'soggiorno', dove cioè lo 'stare fermi' e il 'frequentare' il territorio, si trasformasse in una realtà operativa; l'obiettivo su cui, insieme a Luming Zhang, artista e curatrice esperta, abbiamo operato gli inviti alla partecipazione doveva prevedere una attenzione percettiva tanto dichiarata da potersi immediatamente 'ribaltare' nel fare dell'arte; si trattava di comprendere se all'interno del 'percorso' e nella frequentazione, ogni artista avrebbe 'trascritto' la propria dimensione esperienziale, se l'intima sensibilità avrebbe reagito alle diverse sollecitazioni che un territorio tanto complesso, tra passato e presente, stratificato tra il paesaggio naturale e la più avanzata cultura architettonica e urbanistica, come quello cinese e della Provincia di Wenzhou sia in grado di comunicare.

"In Artist Residency in Wenzhou. 

by Andrea B. Del Guercio

"Giorgio Cattani, Marta dell'Angelo, Antonio Ievolella, Valeria Manzi, Concetta Modica, Paolo Sandano, Ivano Sossella, meet, Cheng Dali, Wang Luxiang, Wei Xiaorong, Lu Xiaobo, Lin Rongsheng, He Jilin, Dingning, Zhang Gumin, Zhou Jianpeng".

 

Introduction. 
A large-format volume with accurate graphics documents the past exhibition and artistic project between a group of artists from Paris and Wenzhou, revealing the aesthetic contents of a series of expressive researches that took place both individually and in collaboration. On the basis of this experience, I received a request from the organisers of the Project to prepare a solution involving the constitution of a group representing the Italian creative dimension, which sees in the city of Milan an aggregative and representative pole of the different lines of contemporaneity.
On this basis, I hypothesised, in line with a widespread tendency to characterise the operative reasons for exchange and confrontation in the contemporary art system, to gather in the title "In Residenza d'Artista" the principles on which a choice for authors capable of highlighting in the same personal aesthetic dimension, the value of research and attention to confrontation would be concerted; in fact, it was a question of imagining in the term 'Residence' the reflexive nature of the perception of the journey, of the stopover in an urban fabric for most people completely unprecedented, of the knowledge of landscape realities filtered only by the artistic culture of the past, the encounter with iconographic materials born from the noble ancient Chinese tradition, following a learning process that I want to anticipate here, can lead to the 'production on site' of a creative elaboration. In the past as well as in modern times, the 'educational trips' and 'sojourns' conducted by artists between distant geographies have produced an extraordinary patrimony and signalled the extent to which 'aesthetic contaminations' are capable of providing novel solutions, proposals that signal a turning point in the study of art. At the European level, I would like to refer specifically to the widespread tendency towards Orientalism, that process of acquiring stylistic features and images, iconographic designs and polychrome solutions that respect and enhance the richness of the heritage present in particular in the art history of China; the entire European continent sees diffused in its museums and in its cultured heritage artistic testimonies that are the result of studies and research, of a recording of landscape and customs, of religion and philosophical thought, experienced and frequented by the various patrons as a high form of cultural value. The great noble residences saw the widespread presence of ambient decorative cycles and precious collections of furnishings, important artistic testimonies from different eras and in the succession of ...., along a path that in many cases characterised the aesthetic taste of an era, crossing fashion and behaviour, the style of the habitat, interfering with the history of painting by broadening its aesthetic boundaries. It was a widespread 'visual narration' in open disjunction from that season that 'discovered' in 'black' African art the anthropological dimension and that would 'erase', through the expressionist and fauve address, every preciousness and its infinite refinements. Placing myself in relation with this noble and profoundly stratified 'history' over time, suggested to me to think of a 'journey' that would be a 'sojourn', where, that is, 'staying put' and 'frequenting' the territory would be transformed into an operative reality. The objective on which, together with Luming Zhang, an artist and expert curator, we based the invitations to participation was to provide a perceptive attention so declared that it could immediately 'overturn' in the making of art; It was a question of understanding whether within the 'route' and in frequenting it, each artist would 'transcribe' their own experiential dimension, whether their intimate sensibility would react to the different stimuli that such a complex territory, between past and present, stratified between the natural landscape and the most advanced architectural and urban planning culture, like that of China and Wenzhou Province, is able to communicate.

Marta Dell'Angelo. Dalla ritrattistica del singolo alla riconoscibilità collettiva, all'anonima spettacolarizzazione di gruppo.

Marta dell'Angelo rappresenta una svolta alla dimensione della figurazione e dell'anatomia umana attraverso un percorso espressivo in cui l'azione di trascrizione visiva si basa sulla conoscenza dei processi della mente, sulla relazione tra il pensiero ed il gesto, tra l'azione della volontà ed il movimento di un braccio. L'elaborazione iconografica del frammento di un corpo, estratto dalla dimensione quotidiana del comportamento, segue un processo di redazione in cui il dipingere, memore della precedente esperienza nel campo del restauro, appare non con valore di 'copia dal vero', frutto di quell'eredità classica che attraversa l'archeologia greco-romana e la storia dell'arte europea dal Rinascimento al secondo ottocento, attraverso, ma trasmissione delle funzioni fisiche indotte dal pensiero. Gli 'Studi di anatomia', che hanno visto la costante attenzione degli artisti attraverso il disegno e la scultura, nella pittura fino alla fotografia, subiscono nella cultura 'scientifica' di Dell'Angelo una trasformazione di ruolo, si vanno cioè caratterizzando attraverso l'idea della propria stessa auto-affermazione, di una indipendenza di valore nella serie di atti costantemente e ripetutamente compiuti. Gesti che non appartengono alla ritrattistica del singolo, ma che si 'espongono' alla riconoscibilità collettiva e da questa all'anonima spettacolarizzazione di gruppo.

Marta Dell'Angelo. From portraiture of the individual to collective recognition, to anonymous group spectacularisation.

Marta dell'Angelo represents a turning point in the dimension of human figuration and anatomy through an expressive journey in which the action of visual transcription is based on knowledge of the processes of the mind, on the relationship between thought and gesture, between the action of the will and the movement of an arm. The iconographic elaboration of the fragment of a body, extracted from the everyday dimension of behaviour, follows a drafting process in which the painting, mindful of previous experience in the field of restoration, appears not with the value of a 'copy from life', the result of that classical inheritance that runs through Greco-Roman archaeology and the history of European art from the Renaissance to the second half of the 19th century, but the transmission of physical functions induced by thought. The 'Anatomy Studies', which have seen the constant attention of artists through drawing and sculpture, in painting up to photography, undergo a transformation of role in Dell'Angelo's 'scientific' culture, that is, they are characterised through the idea of their own self-assertion, of an independence of value in the series of acts constantly and repeatedly performed. Gestures that do not belong to the portraiture of the individual, but which 'expose' themselves to collective recognisability and from this to anonymous group spectacularisation.

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