FACCIA A FACCIA

curated by Silvia Bignami

Mediateque of Università degli Studi, Art History Department, Milano

 

 

 

FACCIA A FACCIA, installation view, Mediateque of Università degli Studi di Milan, Art History Department

FACCIA A FACCIA detail

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L’installazione video di Marta Dell’ Angelo dal titolo FACCIA A FACCIA nasce da un workshop che l’artista ha realizzato con gli studenti del Dipartimento di Storia delle Arti, della Musica e dello Spettacolo dell’ Università degli Studi di Milano nel marzo 2006.

Il progetto è stato ideato durante le lezioni del Laboratorio di Teoria e tecnica dell' allestimento espositivo  tenute dall' architetto  Gian Piero Siemek. Si tratta di un’opera site specific: l’artista ha scelto la mediateca del Dipartimento come luogo d’interazione tra gli spazi universitari, gli studenti e il suo lavoro.

 

In Faccia a Faccia Marta Dell’Angelo, pur riconoscendo il valore e le esperienze di artisti – da Bruce Naumann a Bill Viola -  che in passato hanno lavorato col video e la fotografia non intende elaborare questi precedenti in chiave prettamente concettuale, ma riscoprire attraverso di essi l’importanza del momento ludico e collettivo, definito da lei stessa “romantico”. Per l’artista, il video, la fotografia e in particolare la pittura sono mezzi di registrazione usati quotidianamente come strumenti che interagiscono tra di loro convivendo e condividendo il processo creativo.

 

L’idea del “faccia a faccia”, oggi, implica un’immagine di conflittualità, amplificata dal linguaggio televisivo. Il lavoro di Marta Dell’Angelo capovolge un’idea del genere riportandola alle sue origini infantili e ludiche: chi ride per primo?

Gli studenti sono stati invitati a cercare un proprio “sosia”, diventando in tal modo parte attiva dello “sguardo” esercitato dall’artista stessa.

Le coppie sono state riprese “faccia a faccia” sino al primo scoppio di risa. Questi “faccia a faccia” andranno a comporre nell’installazione video in mostra - attraverso novanta monitor - un poliedrico ritratto corale: dalla smorfia per trattenere il riso alla tensione che lo precede.

Questo lavoro si inserisce nella poetica dell’artista caratterizzata da una ricerca sul ritratto e sul corpo, raccontato sia da un punto di vista autobiografico-esistenziale che antropologico.