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UN GIORNO O L'ALTRO...

curated by Pino Jelo, Palazzo Comunale, Fortunago (PV)

UN GIORNO O L'ALTRO... 1996-2016. Vent'anni. Il tempo che passa restituisce valore alle cose. Chi avrà l'attenzione e la curiosità di visitare il nostro sito scoprirà quante opere di artisti importanti sono state in queste sale. Grandi maestri e giovani promesse. Insomma un bilancio nel complesso molto positivo: la scommessa di portare l'arte contemporanea in un piccolo borgo di poche centinaia di abitanti, non so se è stata vinta, certamente ha acquisito credibilità agli occhi degli addetti ai lavori e degli appassionati di cose d'arte. …. La mostra di quest'anno nel titolo, che Marta Dell'Angelo ha voluto in piena autonomia dare, dice Un giorno o l'altro... Permettetemi qualcosa di personale. Sono stato insegnante di Marta, negli anni in cui ha frequentato il liceo artistico. Conservando di lei e della bella classe in cui era inserita un ricordo assai vivo. Negli anni più recenti sono venuto a conoscenza dei suoi importanti successi, che l'hanno vista esporre in spazi e gallerie di grande prestigio e partecipare a collettive con mostri sacri dell'arte internazionale. Ho iniziato a pensare che un  giorno o l'altro le avrei chiesto se avesse tempo e voglia di partecipare con un suo progetto (Marta ama parlare di progetti, non di mostre) a Fortunago. Nel frattempo M.  poteva aggiungere al suo curriculum spazi come il Museo del Novecento a Milano, Palazzo Fortuny a Venezia..., insomma la richiesta sembrava farsi più difficile. Quando poco più di un mese fa glielo chiesto...ebbene la risposta di M. è stata immediata, fresca e generosa. E quando mi ha informato del titolo che voleva dare mi è sembrato come quando, nell'atto del dipingere, il pittore risolve con istintiva quanto inaspettata pennellata la composizione del suo lavoro. Un modo assai interessante per festeggiare il ventennale di fortunagoinarte la proposta del progetto di Marta. MdA ha ragione ha voler chiamare progetto e non mostra una sua  esposizione. La produzione artistica si può dividere nella produzione di opere o di progetti. L'opera è qualcosa che l'artista deve sviluppare in una forma perfetta in cui tutto è raggiunto a regola d'arte, in cui una volta terminata niente può essere modificato perchè ogni modifica, anche la più lieve ne cambierebbe il contenuto. Perchè nell'opera la forma è il contenuto, e il contenuto viene svelato grazie alla percezione estetica, cioè si capisce con la vigilanza e la commozione dei sensi. Nel progetto la forma può essere riduttiva, schematica o semplicemente abbozzata. Il progetto punta  essenzialmente alla comunicazione,alla narrazione di un tema.Quando il progetto prende corpo nell'allestimento di un evento abbiamo l'installazione, qui il concetto di opera, di comunicazione, si risolvono in un insieme che come tale deve svelare il contenuto e quindi essere capace di restituirci l'emozione, la commozione estetica. Marta Dell'Angelo usa con grande libertà espressiva categorie di linguaggio visivo diverse, dalla pittura a olio e ai disegni frutto della propria manualità al recupero di oggetti, tipico dell'arte povera, e in alcuni progetti veri e propri momenti performativi vengono a integrarsi nell'opera, così come l'uso della video-art.. Opera che diventa uno straordinario e complesso testo visivo da leggere appunto come un libro: a pagina dopo pagina si sostituisce immagine dopo immagine. Così la grande linea che si sviluppa lungo le pareti va letta con l'attenzione con cui si leggono le pagine di un libro. Alla fine ci si accorge della narrazione suggestiva intorno al tema del corpo, di come esso si manifesta con i gesti e con le posture più diverse e di come comunica emozioni, storie e concezioni del mondo. Alla fine si è presi da quel cortocircuito che la percezione estetica produce nella nostra consapevolezza razionale e ci porta a dire “non trovo le parole!”        

Pino Jelo